L’importanza storica del Leucopetra Promontorium o Leucopetra akroterion, come indicato spesse volte dalle fonti di ricerca per il nostro territorio, è stata costantemente sottolineata evidenziandone sia la valenza geografica che questa rupe dalle “rocce luccicanti” ha rivestito fin dalla antichità come evidenziano numerose carte e itinerari marittimi e terrestri sia a livello storico-archeologico, rilevando l’importanza economica, sia a livello sociale per tutto il territorio in esso ricadente. Forse un po’ meno è stata evidenziata la valenza e l’importanza a livello topografico del promontorio stesso e di alcune sue località sopravvissute nei toponimi locali che ancora oggi persistono in alcune borgate presenti nei Comuni di Motta San Giovanni e Montebello Ionico i cui ambiti territoriali si estendono proprio fin sulla dorsale del Promontorio stesso, denominato solo a partire dal 1562 come dimostra una “carta” allegata ad un “Trattato” redatto da Jacopo Castaldi cosmografo ufficiale della Repubblica di Venezia, dove compare, per la prima volta, insieme a Leucopetra, il toponimo Capo dell’Arme ubicato nei pressi del villaggio di S. Iovanni.

Il territorio del Comune di Motta San Giovanni con una superficie pari a 46,73 km², è situato sull’estrema punta della penisola italiana, immediatamente a sud della città di Reggio Calabria col cui ambito comunale-amministrativo confina, dalla quale dista circa 17 km e della cui “Area Metropolitana dello Stretto” risulta essere una parte integrante. Sorge in una posizione assolutamente panoramica, a dominio dello Stretto di Messina coronato dall’Etna che svetta maestoso sullo Ionio meridionale e dai primi contrafforti aspromontani. Nell’antichità, cosi come ai nostri giorni, questo territorio ha costituito e costituisce la porta d’accesso al versante meridionale della provincia reggina, la Bovesia, quel territorio di confine nel quale la storia sembra davvero essersi fermata e nel quale ancora oggi sopravvivono usi, tradizioni e cultura degli antichi “Padri” accumunati da una sola lingua: la lingua dei “Greci di Calabria”.

Il matrimonio tra ritualità e sacralità sicuramente un tempo ricopriva un evento, per tradizione, certamente importante nella vita sociale di ogni famiglia, tanto per la donna quanto per l’uomo. Leggendo le schede di restituzione abbiamo veramente avuto la possibilità di cogliere la sua importanza tanto sotto il valore umano quanto sotto il valore sociale e morale.

Un piccolo e allo stesso tempo grande santuario, situato in una stupenda e affascinante valle nel cuore dell’Aspromonte; del vecchio Aspromonte, che richiama ogni anno tra il 31 di Agosto e il 2 di Settembre un gran numero di fedeli che con grande e solenne devozione giungono in questo luogo, magico ed incantato, tra balli e feste per un appuntamento che rappresenta l’aspetto religioso di questa terra, di queste genti.

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