La presenza degli Ebrei in terra bruzia ha origini abbastanza antiche e molti e svariati sono stati i fattori storici che, nel corso del tempo, hanno caratterizzato la storia di questo popolo nella Calabria e soprattutto nella Calabria Meridionale. I dati storici attestano la presenza ebraica nel Bruzio già a partire dal I-II sec. d.C. con una fase di grande sviluppo nel corso del IV sec. come ampiamente documentato dalla Sinagoga di San Pasquale di Bova Marina o dalla famosa lucerna con il simbolo della Menorah di Leucopetra. Secondo quanto riferito da Strabone pare che già da alcuni secoli prima della sua nascita gli Ebrei abitassero le più importanti città commerciali presenti sul Mediterraneo e commerciassero con numerose popolazioni. Estraneo a questi traffici commerciali sicuramente non poteva restare il Bruzio che data la sua strategica posizione, occupava un ruolo di primo piano nei commerci tra occidente ed oriente. Numerose città costiere come Reggio, Locri, Crotone, Squillace e Vibo entrarono subito negli interessi commerciali del popolo ebraico costituendo ottimi luoghi, grazie ai loro approdi di notevole importanza nelle rotte marittime antiche e tardoantiche, nei quali insediare le loro comunità.

La visita del Presidente della Repubblica On. Giuseppe Saragat a Motta San Giovanni avvenuta il 19 Aprile del 1966 rappresenta sicuramente l’evento più importante della nostra storia politica comunale del Primo Dopoguerra. Conclusa la drammatica esperienza del Secondo Conflitto Mondiale, il territorio comunale porta ancora i segni della triste guerra: anni segnati dalle difficoltà economiche e sociali e da un progressivo aumento della migrazione alla ricerca di un pezzo di pane per potere per sfamare la propria famiglia. Ma anche nel nostro Comune giunsero, nel decennio successivo la fine dell’ultimo conflitto, gli echi della “Ricostruzione” con l’avvio delle prime importanti opere pubbliche che segnarono la voglia di rinascita di questo territorio: furono lastricate strade, ampliate e rese maggiormente accessibili quelle esistenti, costruiti e fortificati nuovi muraglioni di contenimento e furono avviati i lavori per la costruzione del nuovo Palazzo Comunale, fu migliorata la rete idrica comunale e venne stabilizzato l’elettrodotto per la fornitura costante dell’energia elettrica. Sono gli anni dell’Amministrazione Mallamaci; Benedetto Mallamaci, l’uomo, il medico, il Sindaco, il politico, l’amico degli ammalati di silicosi in una Motta San Giovanni che avvertiva in quegli anni le prime e drammatiche avvisaglie di un terribile male sociale contratto nelle miniere e nelle gallerie che iniziava a dare i primi sintomi della propria recrudescente esistenza. Sono questi gli anni nei quali compare, per la prima volta e in seguito con un indice sempre più costante ed elevato, nei Registri di morte del Comune mottese, la causa: silicosi polmonare.

Studiando ed analizzando la storia di Motta San Giovanni e del suo territorio, più volte è stato sottolineato che la documentazione, soprattutto quella d’archivio, ha evidenziato la strategicità di questo territorio, non solo sotto il profilo geografico, cosa che appare scontata, ma anche sotto il profilo economico-produttivo. I numerosi atti di compravendita che sono stati studiati, hanno documentato come, soprattutto durante il XVI secolo, nel possesso feudale di Motta San Giovanni e delle terre che afferivano al suo territorio, si succedettero, nell’arco di breve tempo, importanti e facoltose famiglie: i Minutolo nel 1561, i Marquett nel 1565 e i Villadicane nel 1576.

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