Il 25 NOVEMBRE è stata proclamata la giornata mondiale contro la violenza sulle donne istituita dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite, tramite la risoluzione numero 54/134 del 17 dicembre 1999, rivolta a governi, organizzazioni e ONG invitati a predisporre campagne per sensibilizzare l'opinione pubblica sul problema della violenza contro le donne e per ridurne il fenomeno.

Perchè si è scelto questo giorno?

Il 25 novembre del 1960 nella Repubblica Dominicanale le sorelle Mirabal (Patria, Minerva e Maria Teresa) si recavano a far visita ai loro mariti in prigione. Furono bloccate sulla strada da agenti del Servizio di informazione militare e uccise per ordine del dittatore Rafael Leónidas Trujillo, a causa del loro impegno politico. Prima di essere uccise furono stuprate, torturate, massacrate a colpi di bastone e strangolate, per poi essere gettate in un precipizio, a bordo della loro auto, per simulare un incidente.

La data della Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne segna anche l'inizio dei "16 giorni di attivismo contro la violenza di genere" che si concludono il 10 dicembre con la Giornata mondiale per i diritti umani.

Il termine femminicidio è stato coniato negli anni ’90  per descrivere un reato in cui la donna (moglie, fidanzata, amante, madre) è vittima del gesto omicida che il più delle volte è eseguito dall’uomo..

Che sia stato coniato questo termine la dice lunga sulla necessità di dover catalogare questi estremi atti di violenza basati sul genere, che vedono come vittima la donna "in quanto donna".

Sono i numeri a parlare. Dai dati Istat degli anni 2019 e 2020 più di 100 donne sono state uccise. Molte di loro (88% dati Istat) sono state uccise in ambito domestico, da una persona con cui la vittima aveva un rapporto affettivo (marito, ex, convivente, fidanzato, amante).

“La parola “femminicidio” non esaurisce però il suo significato nell’atto finale di uccisione di una donna. Piuttosto, identifica un fenomeno molto più ampio che include una molteplicità di condotte, quali: maltrattamenti, violenza fisica, psicologica, sessuale, educativa o ancora economica, agite prevalentemente da uomini, in ambito lavorativo, familiare o sociale. Nel loro insieme, quindi, si fa riferimento a comportamenti che minano la libertà, la dignità e l’integrità di una donna, e che possono culminare nell’omicidio, nel tentativo di uccisione o in gravi forme di sofferenza. È quindi “femminicidio” tutto ciò che implica un odio verso l’universo femminile “proprio perché tale”.
Tratto da: https://www.stateofmind.it/tag/femminicidio/

Nel 2021 è stata uccisa una donna ogni tre giorni ma i numeri delle violenze sono ben più alti, per non parlare di altri efferati delitti collegati all’odio verso la donna che coinvolge figli o parenti. Delitti incomprensibili che lasciano attoniti e ci interpellano sul ruolo della società, della famiglia, della scuola e, in generale, di tutte le agenzie educative che rivelano un fallimento nell’incapacità di educare al rispetto della donna e della sua libertà.

 

E' l'anno dei femminicidi: 103 donne uccise nel 2021, una ogni tre giorni

In aumento del 6 per cento le donne uccise da partner o ex nel secondo anno della pandemia secondo i dati della Polizia criminale

 

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